
A pochi passi dalla Domus Aurea a Roma nonchè da una zona che vide sorgere le imponenti terme di Tito e Traiano entriamo, quasi per caso, nella basilica dei SS Silvestro e Martino ai Monti con le sue belle decorazioni della metà del XVII sec.
Ci attira, all’inizio, la scala che, dalla navata centrale, porta alla cripta ubicata sotto l’altare. Ma non è tutto: attaversando una piccola porta un’altra scala ci porta al Titolo Equizio. Questo grande ambiente a forma rettangolare in latterizio (fu magazzino? fu mercato coperto?) fu dall’inizio del sec IV utilizzato per il culto cristiano.
La storia attribuisce a Papa Silvestro la fondazione del Titolo Equizio per le riunioni della comunità cristiana nella zona (Colle Oppio) assumendo ben presto notevole importanza per la chiesa cristiana. Qui si tenne il Sinodo del 499 ed anche quello del 595. Nel VI sec. fu pure ampliato da Simmaco che ne fece annettere una cavea del III sec. che ancor oggi non sappiamo a cosa servisse.
In occasione della costruzione della Basilica sovrastante , ad opera di Sergio II nel sec IX, anche il Titolo fu restaurato ed abbellito
Quello che più ci ha affascinato, osservando frammenti di mosaico a tessere bianche e nere sul pavimento, i motivi ornamentali affrescati su alcune volte o le scene di Santi con la madonna e Gesù, frammenti di pitturadel sec IX è cercare di immaginare i Cristiani all’inizio del sec III che qui liberamente si radunavano e potevano professare la loro fede.
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